Presa l’autostrada da Tangeri, riusciamo ad arrivare a Larache prima di sera. Abbiamo scelto questa come prima città di questo nuovo viaggio perché non la conosciamo ma ne abbiamo sentito parlare bene. Mentre il cielo si tinge di amaranto andiamo verso un parcheggio lungomare, vicino al porto, dove ci chiedono 5€ per passare la notte. É l’imbrunire quando riusciamo a fare la prima passeggiata, e ci troviamo in un’atmosfera piuttosto festosa di un paesino in cui le famiglie coi bambini trascorrono la serata in piazza, tra musiche, luci e macchinine radiocomandate.
Il sole tramonta in un cielo arancione e viola con lo sfondo della classica scritta “I Love Larache”.
Dopo una nottata di pioggia, attendiamo che il cielo si rassereni e le strade inizino ad asciugarsi prima di esplorare le strade fangose di questo paesino bianco e blu arroccato sullo sperone roccioso dietro di noi. La Medina è un intrico di vicoli con muri storti, piccole botteghe con porte di legno tra facciate intonacate di bianco e persone affaccendate. Sbuchiamo su una piazza ovale più moderna, con portici e lampioni, che ci conduce fino ad un viale con un giardino pubblico, strada che poi scende dalla collina e si ricongiunge al porto.
C’è un mercato del pesce fresco con molta scelta ma di fronte ci sono vari locali con le griglie fumanti già accese e ne veniamo irrimediabilmente attratti.
E’ qui che decidiamo di pranzare in un ristorante con un menu di pesce molto vario, del quale proviamo sardine, insalata di polipo, zuppa di pesce e tajine di pesce. Tutto é delizioso e il conto non supera i 14€.
L’atmosfera amichevole e rilassata ci indurrebbe a stare più giorni ma siamo ansiosi di raggiungere la prossima tappa.




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