Penso che questo sia stato il posto a cui abbiamo pensato di più negli ultimi tre anni. Avevamo già visitato Oualidia e ci era rimasta nel cuore; ci era piaciuta la conformazione della città, sviluppatasi con nuovi edifici in una zona in cima alla collina, ma soprattutto la parte sulla spiaggia, con tutte le barche dei pescatori fatte di spesso legno pitturato di verde, con il campeggio tranquillo e le casette di vendita del pesce fresco.
Infatti ci ricordavamo bene i momenti di relax passati nella piazza seduti su sgabelli a mangiare ostriche per pochi centesimi e volevamo assolutamente ripetere l’esperienza.
Ci accoglie lo stesso parcheggio, le stesse casette, ma anche una uova zona di ristoranti costruita vicino all’area sosta, con griglie sempre accese sotto un tetto di paglia.
Appena arrivati a quello che viene chiamato campeggio, un ragazzo ci propone di cambiare le spazzole dei tergicristalli ed accettiamo solo dopo aver contrattato il prezzo. Non c’è molto da fare qui, la passeggiata per arrivare al paese in cima alla lunga salita è l’unica attività da fare, che poi termina sempre con una sosta alle casette che vendono molluschi freschissimi. D’altra parte siamo qui per questo: individuato un ragazzo simpatico e pulito nella numero 7, ci fermiamo diverse volte a magiare le ostriche e i ricci di mare freschi offerti a pochi centesimi lungo questa strada. Anche i nuovi ristoranti col tetto di paglia sono molto interessanti ed è proprio qui che proviamo diverse specialità di pesce tra cui delle deliziose sardine ripiene.
Il te non può mancare e confermiamo questo villaggio come una sosta obbligatoria in un viaggio in Marocco.







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